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giovedì 30 settembre 2010

Trim Prob


Il Trim Prob (Tissue Resonance InterferoMeter Probe), è composto da una sonda a pile nella quale è inserita un'antenna che produce microonde a frequenza variabile. Quando il dispositivo individua un tumore, il cancro genera un'onda di circa 400 megahertz, che interferisce con i segnali di partenza emessi dalla sonda stessa. Il Trimprob è uno strumento a disposizione della diagnosi tumorale precoce in particolare modo per il carcinoma della prostata.
Grazie a questa nuova tecnica di scannerizzazione manuale, Il medico si limiterà a strofinare il corpo del paziente con una sonda esterna di trenta centimetri. Le informazioni relative alle eventuali anomalie dei tessuti compariranno sullo schermo di un computer. In cinque minuti l'esame sarà terminato senza nessun disagio.

RediMedica

lunedì 6 settembre 2010

FibroMAX Test

Il FibroMAX Test consiste in un prelievo di sangue per la determinazione di numerosi parametri di funzionalita' del fegato. I risultati di tali esami vengono opportunamente rielaborati e assemblati da un sofisticato algoritmo, il software Biopredective, che permette di ottenere informazioni utili a quantificare la distruzione delle cellule epatiche e la presenza di fibrosi nel fegato.

FibroMAX test si esprime con il risultato di 5 test epatici:

1. Fibro-test: è in grado di diagnosticare e quantificare una possibile fibrosi epatica.

2. ACTI-test: esprime l'attività infiammatoria virale nei confronti delle cellule del fegato.


3. STEATO-test: diagnostica la Steatosi Epatica/ Fegato Grasso e il grado di accumulo lipidico nelle cellule epatiche.

4. ASH-test: diagnostica la Steatoepatite alcolica in caso di abuso di alcool. In altri termini descrive il livello di infiammazione provocato dalla steatosi.

5. NASH-test: diagnostica la Steatoepatite non alcolica nei pazienti in sovrappeso, diabetici,dislipidemici, con insulino resistenza.

Le informazioni diagnostiche fornite da FibroMAX test sono sovrapponibili alle indicazioni ottenute da una biopsia epatica. FibroMAX test può essere ripetuto ogni qualvolta si ritenga necessario a seconda del profilo clinico del paziente e della severità dell'epatopatia.
La facilita'̀ di esecuzione lo rende adatto anche al monitoraggio dell'evoluzione di una malattia epatica o dell'andamento della terapia.
FibroMAX test, inoltre, e' in grado anche di dare una misura alla steatosi e di dare un indice preciso all'evoluzione infiammatoria del fegato grasso: la Steato Epatite.

Vedi anche: Esami di laboratorio

domenica 5 settembre 2010

Estramet

L'Estramet e' un esame delle urine in grado di individuare in una donna l'indice di rischio del tumore al seno attraverso la definizione del rapporto tra due metaboliti l'Estrone2 e l'Estrone16.
Oltre a fattori genetici e ambientali, legati allo stile di vita, il fattore di rischio che predispone maggiormente all'insorgenza del carcinoma mammario e' quello endocrino. E' stato dimostrato che il tumore del seno e' un tumore ormone sensibile, per questo si considera determinante per lo sviluppo della malattia la prolungata esposizione agli estrogeni. Le donne con menarca precoce (prima dei 12 anni), ad esempio, e con menopausa tardiva (dopo i 50 anni) presentano un rischio piu' elevato.

L'Estrone2 presenta proprieta' antitumorali, le donne che hanno una prevalenza di Estrone2 tendono ad essere piu' protette rispetto a quelle che hanno una maggiore produzione di Estrone16. Gli studi clinici hanno dimostrato che dal rapporto Estrone2/Estrone16 si puo' individuare un importante indice di rischio di contrarre il tumore alla mammella.
L'ESTRAMET permette di attuare una prevenzione primaria del tumore del seno personalizzata. Ogni donna, infatti, puo' intervenire positivamente per evitare che si sviluppi la malattia, assumendo una sostanza chiamata l'indolo3carbinolo, che favorisce la formazione di Estrone2 protettivo. L'indolo3carbinolo e' la sostanza base delle crocifere: cavolo, cavolfiore e cavolini di Bruxelles. Questo esame e' importante per la prevenzione e si offre come strumento educativo proprio perche' indica quanto uno stile di vita e di alimentazione corretti siano capaci di aiutare le donne a sconfiggere questa terribile malattia.

Vedi anche: Esami di laboratorio

sabato 4 settembre 2010

Omocisteina

L'Omocisteina e' un sintomo di alcune patologie, ereditarie e non, e di stili di vita errati:

omocistinuria (malattia metabolica dovuta a deficit dell'enzima cistationina-beta-sintetasi).
carenza di acido folico, vitamina B12 o vitamina B6
tabagismo
eccessivo consumo di caffe' e di bevande alcoliche
ridotta attivita' fisica
esposizione cronica all'inquinamento atmosferico, specialmente al particolato
La mutazione MTHFR (metilentetraidrofolato-reduttasi) che ostacola il processo di trasformazione e causa un aumento di omocisteina. Si tratta di una mutazione piuttosto frequente e interessa il gene C677T.

Varie malattie possono a volte dare iperomocisteinemia, in particolare ipotiroidismo, psoriasi, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide. Anche durante trattamenti farmacologici con metotrexate, carbamazepina, fenitoina ed isoniazide e' possibile che l'omocisteina risulti aumentata.
L'iperomocisteinemia e' stata inserita dall'OMS tra i fattori di rischio cardiovascolari, cerebrovascolari e vascolari periferici.


Valori elevati di omocisteina nel sangue aumentano il rischio di:

coronaropatia (che puo' portare tra l'altro a infarto cardiaco e sintomi di angina pectoris)
ictus ischemico
tromboembolia
demenza senile
ritardo o diminuzione dell'intelligenza nei bambini in eta' scolare
malformazioni fetali (spina bifida)

Vedi anche: Esami di laboratorio

MTHFR (metilentetraidrofolatoreduttasi)

La MTHFR (metilentetraidrofolatoreduttasi) e' un enzima che opera una trasformazione chimica per la trasformazione della omocisteina in metionina tramite l'intervento della vitamina B12. Un deficit quindi di questo enzima puo' portare ad un aumento dei livelli di omocisteina, la quale ha un effetto tossico sulla parete dei vasi sanguigni ed e' un fattore di rischio trombotico.
La determinazione del MTHFR indica se il paziente e' portatore di alterazioni nel gene responsabile della biosintesi dell'enzima MTHFR. Esistono, ma sono molto rare, delle mutazioni geniche in grado di abbattere l'attivita' dell'enzima a valori inferiori al 20%: in questo caso i sintomi sono molto gravi, con massivi fenomeni trombotici e ritardo psicomotorio nell'eta' dello sviluppo. Accanto a queste rarissime forme, si riscontra, molto piu' frequentemente, un cosiddetto polimorfismo genetico (cioe' una variante genetica piuttosto diffusa nella popolazione): si tratta della cosiddetta variante C677T (la sigla indica il punto esatto del gene in cui si osserva il cambiamento ed il tipo di cambiamento nella sequenza di amminoacidi che formano l'enzima) che puo' determinare un innalzamento dei livelli di omocisteina nel sangue, cosi' determinando un incremento del rischio trombotico. In questi casi (cioe' nei portatori della variante genetica in cui risultano effettivamente aumentati i livelli di omocisteina) non si ha tuttavia la certezza matematica che si sta per verificare un evento trombotico, ma si ha un'indicazione che e' aumentato il rischio di sviluppare un evento trombotico, il quale si manifesta piu' frequentemente se sono presenti contemporaneamente altri fattori di rischio, che possono essere endogeni (ad esempio deficit di altri fattori anticoagulanti, come l'antritrombina III, la proteina C, la proteina S ecc) o esterni (chirurgia, uso di contraccettivi orali, gravidanza). Per saperne di piu'